mercoledì 27 aprile 2011

La presenza degli Zingari in Italia

Gli Zingari rappresentano la più grande minoranza paneuropea: sono presenti in quasi tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa. La storia e la cultura degli Zingari fanno parte integrante della storia europea.

  • Gli Zingari costituiscono circa lo 0,23% della popolazione italiana.
  • Fino alla metà degli anni novanta le cifre dichiarate erano tra i 90.000 e i 120.000 zingari in Italia, di cui più della metà cittadini italiani (Sinti, Rom Abruzzesi, Camminanti Siciliani, Calderasa), ma anche Rom provenienti dalle Repubbliche dell'ex Jugoslavia e dai Balcani.
  • Cronologicamente gli ultimi giunti in Italia sono i Rom provenienti dalla Romania, mai censiti in maniera organica: il numero potrebbe essere di circa 120-140 mila. Tra questi circa 70.000 sono cittadini italiani. A questi grandi gruppi si possono aggiungere gruppi minori come un gruppo di Zingari polacchi (in particolare a Novara) o un altro di origine irakeno-francese: i Kaulia ( in particolare a Roma e Napoli). 
  • A differenza di ciò che comunemente si pensa - che gli Zingari siano un popolo nomade – gli Zingari in Italia sono ormai un popolo che si è quasi totalmente sedentarizzato.
La politica dei campi inizia verso la metà del Novecento in seguito all'arrivo di popolazioni rom dalla ex Jugoslavia. Un fenomeno che è molto aumentato dopo la guerra nei Balcani. I campi sono nati quasi da soli e poi sono stati lasciati alla mercè di politiche locali disomogenee e poco efficaci. Il risultato è che il presunto nomadismo dei rom ha consentito di non vederli per quello che erano: dei veri e propri profughi. Tre generazioni di rom sono cresciute in questo contesto di miseria e degrado ai margini delle nostre città e della nostra società. A Roma ci sono 100 campi, 7 villaggi autorizzati, 14 tollerati, 80 abusivi per una popolazione di quasi 5 mila persone. In queste condizioni sopravvive un «popolo di bambini» con un'età media e un'aspettativa di vita molto più bassa rispetto al resto della popolazione. Il 60% ha meno di 18 anni, fra questi il 30% ha meno di 5 anni, solo il 2,8% supera i 60 anni. La politica dei campi e degli sgomberi continui senza soluzione compromette gli inserimenti a scuola e disgrega le famiglie.

Come uscirne? Il dossier del Senato del 10 febbraio 2011 propone di realizzare un piano nazionale che superi la logica dei campi e punti su nuove politiche abitative. La popolazione dei campi in Italia è di circa 40 mila persone. Un numero più che gestibile. Il sindaco di Roma Alemanno chiede che si faccia un «cambio di passo» e pretende altri fondi dal governo centrale. E poi però insiste: «Dare le case agli zingari sarebbe un messaggio sbagliato». 

Ersilia

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. [...]
Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell'altra. Poi l'abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case. 
Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

"Le città invisibili", I. Calvino




martedì 26 aprile 2011

Tre ipotesi


Ecco le tre ipotesi di progetto che ho esaminato. Dato che il mio progetto vuole porsi come "manifesto" dell'autocostruzione, ho indagato su alcuni elementi modulari e su ciò che può rappresentare l'elemento unificante di questi elementi sia a livello architettonico che a livello strutturale: il suggerimento che mi ha fornito la Casa Simpson di Murcutt è stato... IL NASTRO.

giovedì 21 aprile 2011

Scacchiera e Pedine


Un breve video che ho fatto esaminando e scomponendo in elementi modulari la casa Simpson-Lee di Glenn Murcutt per poi reinterpretarne i rapporti spaziali, fino ad arrivare a "soluzioni creative" radicalmente differenti (ma forse, ripensandoci, neanche troppo differenti).

Qui di seguito l'abaco dei moduli


PS: ho trovato molto utile il video composto per fotogrammi come forma di ragionamento: mi ha aiutato a procedere per percorsi, nonchè a dare un significato preciso ad ogni singolo gesto architettonico di ruotamento, svuotamento, sovrapposizione, etc...  e, altro aspetto fondamentale, mi ha offerto l'occasione di indagare sulla simultaneità o meno di questi gesti e di questi percorsi.

mercoledì 13 aprile 2011

Progetto-tema della "scacchiera" nonchè compagno di viaggio acquisito


Glenn Murcutt, Simpson-Lee house
La casa Simpson-Lee è dichiaratamente, per Murcutt, una delle sue opere più significative, poichè nasce conseguentemente ad una ulteriore maturazione di idee e principi relativi al concetto di "luogo".

Situata nel nord-ovest di Sidney, cicondata dall'incontaminata bellezza del National Park, la casa è orientata con la facciata a nord-est al riparo dai venti freddi provenienti da ovest-sud ovest. Il delicato trattamento dei materiali (acciaio e legno) e le tecniche costruttive richiamano la natura, permettono ed enfatizzano l'intima correlazione tra costruito e paesaggio. Gli elementi che più accentuano questa correlazione sono ad esempio la particolare forma dei pilastri, che si ramificano verso l'altro e rendono inevitabile il parallelismo con gli alberi che circondano la casa; i giochi di luce che le persiane creano all'interno dell'abitazione richiamando le ombre proiettate dal fogliame degli alberi; i riflessi delle vetrate e dello specchio d'acqua che creano un gioco di immagini con il verde circostante, ed in tutto ciò la capacità particolare di Murcutt è quella di non far apparire mai come spudorate queste intenzioni. Altre accortezze costruttive ed architettoniche rivelano inoltre una particolare premura nell'incidere il meno possibile sul territorio, nel rendere la struttura "leggera" sulla superficie verde del parco: i dislivelli del terreno sono trattati con estrema maestria attraverso l'uso sapiente dell'alternarsi di pieni e vuoti nell'attacco a terra, mentre l'attacco a cielo è caratterizzato da una copertura che sembra non pesare affatto sopra gli esili rami dei pilastri.

In realtà a conferire unità e leggerezza a tutta la struttura sono una serie di elementi orizzontali e verticali: scandiscono orizzontalmente il ritmo dell'edificio elementi come il passaggio aperto (cuore di tutto l'edificio) sopraelevato che collega il volume principale a quello secondario, ma anche le facciate caratterizzate dall'andamento sinuoso delle lamiere che creano onde orizzontali, o le persiane che riprendono lo stesso motivo delle lamiere.

Ma a dare un particolare slancio sono gli esili pilastri bianchi che colmano lo svuotamento dato dalla passerella, e che proseguono facendo da scheletro a tutto l'organismo architettonico fino a reggere la copertura. Estremamente sensibile al luogo ed alla cultura, Murcutt riesce ad affiancare in questa sua opera i valori dell'architettura contemporanea al rispetto per le esigenze imposte dal luogo.

lunedì 11 aprile 2011

Antologia senza pretese sul "fare architettura"

"L'architettura è un gesto. Non tutti i movimenti funzionali sono dei gesti. Come non tutti gli edifici funzionali sono architettura"
L. Wittgenstein

"Senza dubbio l'elemento primario è la funzione, ma la funzione senza sensibilità resta soltanto pura costruzione"
E. Mendelsohn

"E' giusto che l'architettura sia subordinata ai dati di fatto, ma il suo peculiare campo d'azione risiede nell'ambito dell'espressione"
M. van der Rohe

"L'architetto che non sia scultore o pittore non è altro che un corniciaio su vasta scala"
A. Gaudì

"L'artista è un potenziamento dell'artigiano. In rari momenti di luce che trascendono la volontà dell'individuo, la grazia del cielo fa fiorire inconsciamente dalla sua mano l'arte"
W. Gropius

"Fare l'architetto significa accettare di essere artigiano nel senso nuovo della parola, un artigiano che lavora con computer, prove, plastici e matematica. Inoltre un bravo architetto deve essere anche antropologo, deve saper ascoltare. E l'arte dell'ascolto non è solo nei confronti delle persone, ma anche dei luoghi"
R. Piano

domenica 10 aprile 2011

ANALISI DEL LOTTO 12





ANALISI DELLA MACROAREA C


                                                                          Sistema Antropico
Problematiche/Punti di forza
obiettivi
strategie
Rete infrastrutturale funzionale e buona organizzazione gerarchica degli assi viari
                          
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Buona organizzazione del servizio di trasporto pubblico
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Poca sicurezza dal punto di vista pedonale
Fornire maggiore sicurezza dal punto di vista pedonale
Creazione di percorsi pedonali sicuri
Mancanza di luoghi di aggregazione
Inserire nuove centralità come luoghi di aggregazione sociale
Aumentare la capillarità di servizi e spazi pubblici
Forte presenza di edifici residenziali, però contrapposti a molti vuoti urbani
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Presenza di zone verdi e archeologiche che danno buona qualità all’area
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Forte presenza del verde nel tessuto
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Presenza  di aree dismesse e di degrado che si prestano a una nuova riorganizzazione
Contrastare il degrado urbano attraverso nuovi interventi
Creazione di un tessuto omogeneo e integrato

Sistema Bioclimatico

LE STAGIONI ED IL CLIMA DI ROMA
Il clima di Roma è di tipo temperato, con valori particolarmente miti sulle coste, e moderatamente freddo, soprattutto d'inverno nelle zone più interne.
In primavera la forte instabilità dell'aria dà origini a fenomeni intensi e localmente temporaleschi. Si assiste ad un tipo di tempo fortemente variabile, causato dal continuo passaggio di veloci perturbazioni atlantiche con direttrice Nord-Ovest Sud-Est. Nel mese di Maggio il tempo tende generalmente a stabilizzarsi, con possibili onde di calore e giornate serene, intervallate però verso la fine della primavera e l'inizio dell'estate da piogge e locali temporali. Notevoli, soprattutto nella fase iniziale, le escursioni termiche che possono raggiungere nella città anche i 20 gradi
L'inizio della stagione estiva è spesso disturbato da frequenti irruzioni di aria più fredda che venendo a contatto con l'aria più calda del vicino Tirreno danno origine a manifestazioni temporalesche piuttosto violente che si verificano principalmente nel mese di Giugno. Da Luglio in poi si assiste ad un generale livellamento verso l'alto della pressione e all'insediamento dell'anticiclone delle Azzorre che garantisce tempo stabile, notevole soleggiamento (garantito dall’alta pressione), e calma di venti. In più sempre a causa della circolazione anticiclonica, l'aria ristagna nei bassi strati, si arricchisce di vapore acqueo ed aumenta la percentuale di umidità. La persistenza di tale situazione aggrava sensibilmente il disagio dell'afa.
 Alla fine della stagione estiva, nel mese di Settembre, la circolazione atmosferica assume una spiccata instabilità. Frequenti le perturbazioni atlantiche umide e cariche di pioggia e precedute da venti a carattere prevalentemente meridionale (libeccio e scirocco) In questi situazioni Roma è interessata da un intenso peggioramento, seguito poi, con l'andare della stagione da una progressiva diminuzione della pressione ed un aumento significativo delle precipitazioni con un massimo nel mese di novembre (112 mm). A stagione avanzata e principalmente verso la fine di Novembre e inizio di Dicembre la città è esposta più frequentemente ad irruzioni di aria fredda, prevalentemente da Nord/Nord Est, che apportano una diminuzione consistente della temperatura, forti venti e cielo prevalentemente sereno.
Nell'inizio della stagione frequenti e intense sono le depressioni che hanno origine sul golfo ligure e che influenzano il clima di Roma. Col progredire della stagione queste si attenuano progressivamente con un minimo nel mese di gennaio, dove prevale un certo livellamento di alte pressioni. Il mese successivo, Febbraio, è spesso caratterizzato dal dominio dell'alta pressione Russo - Siberiana con conseguente forti irruzioni di aria fredda, una conseguente diminuzione della temperatura, venti molto sostenuti, ma cielo sereno o poco nuvoloso. In questa situazione, l'Appennino riveste un ruolo determinante, poiché divide nettamente il versante tirrenico da quello adriatico, apportando come detto sul primo, un forte vento freddo con cielo sereno, e sul secondo forti precipitazioni.

SOLEGGIAMENTO
Nei giorni di equinozio le facciate degli edifici rivolte a sud riceveranno i raggi del sole all’alba e al tramonto, quelle a nord non saranno mai illuminate direttamente, quelle ad est dall’alba fino a mezzogiorno, e quindi ad ovest da mezzogiorno al tramonto.

Le facciate poste a sud ricevono luce dalle sei di mattina fino alle sei di sera in primavera ed estate, e dall’alba al tramonto in autunno ed inverno; quelle a nord saranno soleggiate solo d’estate e in primavera nelle prime ore della mattina, dall’alba fino alle sei, o nelle ultime ore del pomeriggio, dalle diciotto al tramonto; quelle ad est saranno sempre soleggiate dall’alba fino a mezzogiorno e quelle ad ovest da mezzogiorno fino al tramonto, sempre.

                              

VENTILAZIONE
La zona, troppo distante dal mare per essere mitigata in estate dalle brezze marine, è abbastanza interna per dare origine a fenomeni di inversioni ed escursioni termiche nel periodo invernale.
La disposizione di alcuni assi viari principali lungo l’asse nord-est/sud-ovest danno origine a fenomeni di incanalamento del vento in entrambe le stagioni, specialmente lungo via dell’Arco di Travertino. La rugosità del terreno a sud-ovest è data dalla presenza di terreno ondulato con copertura erbacea ed alberi ora sparsi ora fitti, che grazie anche alla caratterizzazione collinare della zona garantisce il raffrescamento dell’aria estiva.
Per quanto riguarda i singoli edifici, i venti colpendoli provocano una sovrappressione sul lato sopravento e una depressione sul lato sottovento; questo fa si che la ventilazione ottimale si ha per aperture contrapposte sui due fronti.




TEMPERATURA E UMIDITA'


Sistema Biofisico

Il terreno della nostra aree è di natura tufacea. 
Questo è dovuto all'intensa attività vulcanica, legata alla tettonica distensiva del versante  appenninico, degli apparati Vulsino, Cimino, Sabatino e Albano, che si presentano oggi in complessi rilievi collinari con caldere spesso occupate da specchi lacustri. Nell’immagine sottostante vediamo evidenziati in rosso i principali rilievi di origine vulcanica.


Qui di seguito vediamo una rappresentazione delle curve di livello in relazione al tessuto urbano: possiamo facilmente osservare come gli insediamenti siano concentrati nelle zone più pianeggianti.


SPECIE ARBOREE-RETE NATURA
Tra le specie arboree ricordiamo l'Acero americano, il Platano del lungotevere e la Robinia (Nord America) che ha invaso la vegetazione naturale grazie alla capacità di propagarsi tramite rizomi sotterranei. A Roma, questa specie sostituisce i popolamenti igrofili dei fossi inquinati e colonizza le scarpate lungo strade, autostrade e ferrovie.
Anche se la presenza di specie esotiche è notevole, la vegetazione naturale a Roma è molto rilevante. La sopravvivenza delle specie naturali è dovuta al fatto che nella città di Roma sono presenti alcuni biotopi (Inviolatella, Insugherata, Acquatraversa, Pineto,Infernaccio e i boschi della Farnesina e della Pisana) che ne hanno permesso la penetrazione e la conservazione. Purtroppo però solo alcuni di questi biotopi sono protetti e la tutela non è ancora adeguata.

Qui di seguito vediamo un’estrapolazione della Carta delle Aree Protette e della Rete Naturale, in cui è facilmente riconoscibile per la sua forma allungata il Parco Naturale Regionale dell’Appia Antica (PR3), che si estende fino al limite sud-ovest della nostra area di interesse. Il Parco dell’Appia Antica si può idealmente considerare come parte di un grande polmone verde che si estende a sud, lungo i rilievi dei Colli Albani, fino a Velletri: il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani (PR5).


giovedì 7 aprile 2011

Esempi di progetti realizzati da o in collaborazione con studenti universitari

FAB LAB HOUSE, casa passiva prefabbricata personalizzabile in base all'esposizione a sole e vento, progetto messo a punto da un gruppo di studio dell'Istituto di Architettura Avanzata dell'Università della Catalogna (IAAC), formato da studenti ed architetti provenienti da diversi paesi.

 
FLOAT HOUSE, casa galleggiante anti-inondazione, realizzata da studenti della UCLA per New Orleans in collaborazione con Morphosis.


PADIGLIONI DIGITALI TEMPORANEI PER IL TE', tre progetti realizzati da studenti della Columbia GSAPP e della Tokyo University sotto la guida di Kengo Kuma.


...e poi ovviamente c'è il già citato RURAL STUDIO