domenica 10 aprile 2011

ANALISI DELLA MACROAREA C


                                                                          Sistema Antropico
Problematiche/Punti di forza
obiettivi
strategie
Rete infrastrutturale funzionale e buona organizzazione gerarchica degli assi viari
                          
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Buona organizzazione del servizio di trasporto pubblico
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Poca sicurezza dal punto di vista pedonale
Fornire maggiore sicurezza dal punto di vista pedonale
Creazione di percorsi pedonali sicuri
Mancanza di luoghi di aggregazione
Inserire nuove centralità come luoghi di aggregazione sociale
Aumentare la capillarità di servizi e spazi pubblici
Forte presenza di edifici residenziali, però contrapposti a molti vuoti urbani
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Presenza di zone verdi e archeologiche che danno buona qualità all’area
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Forte presenza del verde nel tessuto
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Presenza  di aree dismesse e di degrado che si prestano a una nuova riorganizzazione
Contrastare il degrado urbano attraverso nuovi interventi
Creazione di un tessuto omogeneo e integrato

Sistema Bioclimatico

LE STAGIONI ED IL CLIMA DI ROMA
Il clima di Roma è di tipo temperato, con valori particolarmente miti sulle coste, e moderatamente freddo, soprattutto d'inverno nelle zone più interne.
In primavera la forte instabilità dell'aria dà origini a fenomeni intensi e localmente temporaleschi. Si assiste ad un tipo di tempo fortemente variabile, causato dal continuo passaggio di veloci perturbazioni atlantiche con direttrice Nord-Ovest Sud-Est. Nel mese di Maggio il tempo tende generalmente a stabilizzarsi, con possibili onde di calore e giornate serene, intervallate però verso la fine della primavera e l'inizio dell'estate da piogge e locali temporali. Notevoli, soprattutto nella fase iniziale, le escursioni termiche che possono raggiungere nella città anche i 20 gradi
L'inizio della stagione estiva è spesso disturbato da frequenti irruzioni di aria più fredda che venendo a contatto con l'aria più calda del vicino Tirreno danno origine a manifestazioni temporalesche piuttosto violente che si verificano principalmente nel mese di Giugno. Da Luglio in poi si assiste ad un generale livellamento verso l'alto della pressione e all'insediamento dell'anticiclone delle Azzorre che garantisce tempo stabile, notevole soleggiamento (garantito dall’alta pressione), e calma di venti. In più sempre a causa della circolazione anticiclonica, l'aria ristagna nei bassi strati, si arricchisce di vapore acqueo ed aumenta la percentuale di umidità. La persistenza di tale situazione aggrava sensibilmente il disagio dell'afa.
 Alla fine della stagione estiva, nel mese di Settembre, la circolazione atmosferica assume una spiccata instabilità. Frequenti le perturbazioni atlantiche umide e cariche di pioggia e precedute da venti a carattere prevalentemente meridionale (libeccio e scirocco) In questi situazioni Roma è interessata da un intenso peggioramento, seguito poi, con l'andare della stagione da una progressiva diminuzione della pressione ed un aumento significativo delle precipitazioni con un massimo nel mese di novembre (112 mm). A stagione avanzata e principalmente verso la fine di Novembre e inizio di Dicembre la città è esposta più frequentemente ad irruzioni di aria fredda, prevalentemente da Nord/Nord Est, che apportano una diminuzione consistente della temperatura, forti venti e cielo prevalentemente sereno.
Nell'inizio della stagione frequenti e intense sono le depressioni che hanno origine sul golfo ligure e che influenzano il clima di Roma. Col progredire della stagione queste si attenuano progressivamente con un minimo nel mese di gennaio, dove prevale un certo livellamento di alte pressioni. Il mese successivo, Febbraio, è spesso caratterizzato dal dominio dell'alta pressione Russo - Siberiana con conseguente forti irruzioni di aria fredda, una conseguente diminuzione della temperatura, venti molto sostenuti, ma cielo sereno o poco nuvoloso. In questa situazione, l'Appennino riveste un ruolo determinante, poiché divide nettamente il versante tirrenico da quello adriatico, apportando come detto sul primo, un forte vento freddo con cielo sereno, e sul secondo forti precipitazioni.

SOLEGGIAMENTO
Nei giorni di equinozio le facciate degli edifici rivolte a sud riceveranno i raggi del sole all’alba e al tramonto, quelle a nord non saranno mai illuminate direttamente, quelle ad est dall’alba fino a mezzogiorno, e quindi ad ovest da mezzogiorno al tramonto.

Le facciate poste a sud ricevono luce dalle sei di mattina fino alle sei di sera in primavera ed estate, e dall’alba al tramonto in autunno ed inverno; quelle a nord saranno soleggiate solo d’estate e in primavera nelle prime ore della mattina, dall’alba fino alle sei, o nelle ultime ore del pomeriggio, dalle diciotto al tramonto; quelle ad est saranno sempre soleggiate dall’alba fino a mezzogiorno e quelle ad ovest da mezzogiorno fino al tramonto, sempre.

                              

VENTILAZIONE
La zona, troppo distante dal mare per essere mitigata in estate dalle brezze marine, è abbastanza interna per dare origine a fenomeni di inversioni ed escursioni termiche nel periodo invernale.
La disposizione di alcuni assi viari principali lungo l’asse nord-est/sud-ovest danno origine a fenomeni di incanalamento del vento in entrambe le stagioni, specialmente lungo via dell’Arco di Travertino. La rugosità del terreno a sud-ovest è data dalla presenza di terreno ondulato con copertura erbacea ed alberi ora sparsi ora fitti, che grazie anche alla caratterizzazione collinare della zona garantisce il raffrescamento dell’aria estiva.
Per quanto riguarda i singoli edifici, i venti colpendoli provocano una sovrappressione sul lato sopravento e una depressione sul lato sottovento; questo fa si che la ventilazione ottimale si ha per aperture contrapposte sui due fronti.




TEMPERATURA E UMIDITA'


Sistema Biofisico

Il terreno della nostra aree è di natura tufacea. 
Questo è dovuto all'intensa attività vulcanica, legata alla tettonica distensiva del versante  appenninico, degli apparati Vulsino, Cimino, Sabatino e Albano, che si presentano oggi in complessi rilievi collinari con caldere spesso occupate da specchi lacustri. Nell’immagine sottostante vediamo evidenziati in rosso i principali rilievi di origine vulcanica.


Qui di seguito vediamo una rappresentazione delle curve di livello in relazione al tessuto urbano: possiamo facilmente osservare come gli insediamenti siano concentrati nelle zone più pianeggianti.


SPECIE ARBOREE-RETE NATURA
Tra le specie arboree ricordiamo l'Acero americano, il Platano del lungotevere e la Robinia (Nord America) che ha invaso la vegetazione naturale grazie alla capacità di propagarsi tramite rizomi sotterranei. A Roma, questa specie sostituisce i popolamenti igrofili dei fossi inquinati e colonizza le scarpate lungo strade, autostrade e ferrovie.
Anche se la presenza di specie esotiche è notevole, la vegetazione naturale a Roma è molto rilevante. La sopravvivenza delle specie naturali è dovuta al fatto che nella città di Roma sono presenti alcuni biotopi (Inviolatella, Insugherata, Acquatraversa, Pineto,Infernaccio e i boschi della Farnesina e della Pisana) che ne hanno permesso la penetrazione e la conservazione. Purtroppo però solo alcuni di questi biotopi sono protetti e la tutela non è ancora adeguata.

Qui di seguito vediamo un’estrapolazione della Carta delle Aree Protette e della Rete Naturale, in cui è facilmente riconoscibile per la sua forma allungata il Parco Naturale Regionale dell’Appia Antica (PR3), che si estende fino al limite sud-ovest della nostra area di interesse. Il Parco dell’Appia Antica si può idealmente considerare come parte di un grande polmone verde che si estende a sud, lungo i rilievi dei Colli Albani, fino a Velletri: il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani (PR5).


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