lunedì 30 maggio 2011

Considerazioni personali: L'UNITA' DIFFICILE

"Un'architettura complessa e piena di compromessi deve essere anche unitaria, ed ho sottolineato come fine l'unità invece della semplificazione: l'unità difficile, da raggiungere attraverso il processo inclusivo, e non l'unità facile, ottenuta attraverso un processo esclusivo."
 Robert Venturi, Complessità e contraddizioni in architettura

L'unità, quella fatta di inclusioni, è difficile in quanto spesso sfocia nell'arbitrarietà e nell'incoerenza. Forse spesso la figura dell'architetto contemporaneo è vissuta negativamente dalla comunità proprio per la mancata umiltà che invece dovrebbe caratterizzarla, in primis nei confronti del luogo in cui si è chiamati a progettare, e poi degli utenti che avranno a che fare con ciò che abbiamo ideato. Il prendere atto dei propri errori dev'essere lo stimolo per ulteriori ricerche, e così con tutta l'umiltà che posso ho cercato di approcciarmi al contesto ed alle intenzioni di progetto sbagliando e ricominciando mille volte, ed ancora mille volte sicuramente sbaglierò, fino alla consapevolezza che, nell'infinito dei progetti possibili e per quanto ci si possa sforzare, fare una scelta è sempre escluderne mille altre probabilmente più idonee.

"Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla."

Italo Calvino, Le città invisibili

Capitolato delle Opere Bioedili ed Impiantistiche: TERRA CRUDA

La terra cruda è un materiale dotato di ottime caratteristiche bioecologiche e costruttive. E‘ costituita da una mistura di limo di sedimentazione, ghiaia, sabbia e argilla, le cui percentuali devono variare in funzione delle tecniche costruttive adottate e delle caratteristiche fisico – chimiche che si desiderano ottenere. La quantità dei leganti naturali presenti (argilla e limo) permette di classificare la terra cruda in:
- magra
- grassa
- medio grassa
- grassa
Per l‘essiccazione di un‘argilla sono necessari dai 4 ai 6 giorni, dopo i quali è possibile procedere con i lavori. Gli elementi costruttivi possono essere realizzati in pura terra pressata oppure in associazione a materiali leggeri (paglia, trucioli, perlite) che ne migliorano le capacità isolanti. La malta di argilla è compatibile anche con mattoni cotti, pietre e cemento armato.
[...]

Immagine di ISABELLA BREDA, qui un suo interessante articolo sulla terra-arte

La verifica della qualità del materiale deve essere effettuata, in cantiere, con prove semplificate:
- di sedimentazione;
- di acqua;
- olfattive (prova della pastiglia)
I componenti edili in terra cruda sono traspiranti, igroscopici, permeabili al campo elettromagnetico naturale, esenti da fenomeni di accumulo di elettricità statica, molto resistenti e con buone capacità strutturali. Se fabbricati con terre di buona qualità sono esenti da emissioni nocive, presentando radioattività trascurabile o nulla. Tali caratteristiche fanno della terra cruda un materiale adatto anche alla costruzione di più piani: interagendo con l‘ambiente interno in modo da influenzare positivamente il microclima, determina condizioni salubri e confortevoli. L‘argilla cruda è in grado di regolare l‘umidità dell‘aria, assorbendo con relativa velocità l‘umidità per poi cederla all‘occorrenza e contribuisce così in maniera sostanziale alla regolazione dell‘umidità interna e alla creazione di un clima abitativo salubre; riesce inoltre ad accumulare calore e con lo sfruttamento passivo dell‘energia solare può contribuire al risparmio energetico.
La posa in opera avviene per mezzo di diverse tecniche costruttive che possono variare in funzione delle caratteristiche della terra utilizzata (granulometria e composizione) e delle esigenze di tipo statico e termico.
Nella scelta della terra cruda da utilizzare per le costruzioni è necessario rimanere in determinati specifici fusi granulometrici.
La stabilizzazione della terra cruda si effettua con:
- correzione granulometrica, miscelando altra terra che possiede gli elementi equilibratori mancanti;
- densificazione per compattamento che riduce la porosità della terra;
- aggiunta di prodotti stabilizzanti naturali quali calce, caseina, gomma arabica, caucciù naturale oli di lino, cotone, cocco e sisal;
- aggiunta di fibre naturali di rinforzo come ad esempio la paglia o artificiali quali la fibra di vetro. La terra cruda è una risorsa abbondante e riciclabile, il suo utilizzo non è inquinante e comporta consumi energetici molto bassi. Gli elementi in terra cruda dismessi si riconvertono rapidamente in terra viva che può riacquistare le sue caratteristiche biologiche. Di conseguenza essa costituisce il materiale da costruzione più ecologico e a minor impatto ambientale. E‘ necessario verificare che il luogo di provenienza della terra non sia contaminato (da vicinanze di discariche o altre fonti di inquinamento). Da un punto di vista costruttivo, il maggior pericolo per le costruzioni in terra è costituito dalle infiltrazioni d‘acqua. Per questa ragione è fondamentale che esse siano ben progettate ed eseguite in modo che siano bene protette dalla pioggia battente a dall‘umidità di risalita. Inoltre gli elementi devono essere ben compattati e perfettamente evaporati, ormai esenti da residui di aria e di umidità.

giovedì 19 maggio 2011

Alcune ricerce + consegna

Ecco alcune ricerce effettuate in biblioteca, precedentemente alla consegna, sul riciclo di alcuni materiali da utilizzare come rivestimento alla struttura del container:









Ed ecco le tavole esposte per la consegna:

Presentazione delle intenzioni di progetto

Disposizione delle funzioni in pianta ed in sezione

Alcune schematizzazioni, il processo di smembramento del container, i calcoli delle aree, il diagramma a blocchi

L'analisi bioclimatica

Fotocopie provenienti dal manuale dell'architetto ed altri volumi sulle tipologie rigurdanti magazzini, uffici, sale riunioni, etc...

martedì 10 maggio 2011

Contesto Luogo

Contesto ambientale

La macroarea è fortemente caratterizzata da una prorompente presenza di verde: attrezzato, non attrezzato, lineare, areale. I due principali assi di verde che convergono entrambi nel Parco delle Tombe Latine sono quello lungo Via Appia Nuova e quello lungo Via dell'Arco di Travertino.


Tema comune di alcuni Urban Voids limitrofi, nell'ambito del programma di Mixitè, è quello di fornire agli studenti di varie facoltà spazi deputati alla ricerca e/o alloggi. Come creare una connessione tra questi U.V. che sia non solo di senso ma anche fisica? La comunicazione e lo scambio soprattutto nell'ambito della ricerca sono fondamentali: da qui l'idea di un corridoio verde che unisca i vari laboratori, le biblioteche, gli alloggi. E che non tradisca la vocazione verde del luogo.


Gli U. V. chiamati in causa sono:

9. Triangolo degli studenti
10. Unconventional Tourist
11. Fondazione di ricerca archeologica
49. Centro di Consumo Critico

Partnership 1

Alla ricerca di Partnership: incontro con Francesca, volontaria dell'associazione Sant'Egidio e curatrice di un ciclo di tavole rotonde ed incontri, svoltesi presso la Parrocchia di Sant'Agnese, che hanno avuto per tema la popolazione Rom e la sua cultura.


Capelli ricci e ribelli, sguardo attento e sorriso contagioso: Francesca sa come mettere subito a proprio agio le persone. Cominciamo con il chiederle se possiamo montare la macchina fotografica per riprendere l'intervista, ma lei protesta: "No no per favore, mi intimorisco!". Ed in effetti gà a giudicare l'aria sospettosa con cui guarda il mio taccuino degli appunti non è molto propensa ad un'intervista formale. Ci sediamo nella sala dei Papi della Parrocchia di Sant'Agnese Fuori le Mura, e cominciamo a parlare. Francesca è una volontaria del Sant'Egidio, associazione pubblica di laici della Chiesa che nasce a Roma nel 1968 ed alla quale oggi aderiscono più di 60.000 persone. Il Sant'Egidio opera in tutta Italia ed in 73 Paesi nei diversi continenti. L'esperienza di Francesca nell'integrazione della popolazione Rom ha inizio circa sei anni fa.
- Ho cominciato facendo doposcuola ai bambini e tutt'ora sono impegnata anche in questo progetto parallelamente ad altri, ma la nostra assistenza è estesa anche agli adulti: sanno che abbiamo una sede a Trastevere dove possono rivolgersi a personale specializzato.
L'associazione offre infatti servizi di informazione e consulenza (anche eventualmente per trovare lavoro o per un aiuto di tipo legale), distribuzione di generi alimentari e di vestiario, ambulatorio medico, recapito postale e biblioteca.
-Solitamente che lavoro svolgono gli adulti Rom?
- La loro principale occupazione è da sempre il riciclaggio del ferro, un materiale facile da reperire che poi viene rivenduto alle fabbriche.
- E chi non vuole occuparsi di questo?
- Basta essere volenterosi: abbiamo un ragazzo che lavora al Mc Donald, o un'altro che è autista dell'ATAC...
Altri poi trovano impiego nelle serre o nei cantieri: sono dotati di una manualità invidiabile soprattutto nella lavorazione ed incisione del legno. Alcune donne poi sono sarte eccezionali, e non è raro trovare esclusive boutiques di abiti realizzati e ricamati secondo la tradizione Rom.
- L'assistenza sanitaria e quella legale in cosa consistono?
- Devi sapere che molti Rom sono arrivati in Italia generazioni fa: molti di loro sono nati in Italia ma non sono italiani dal punto di vista giuridico, poichè in Italia la cittadinanza non è nata per nascita. Questo comporta come puoi immaginare una serie di complicazioni burocratiche, soprattutto per i Rom romeni: sono nell'Unione Europea, quindi non hanno bisogno di Visto o permesso di soggiorno. Contemporaneamente non sono italiani anche se vivono in Italia... E' come se nel meccanismo giuridico non fossero previsti, e di conseguenza un diritto fondamentale come può essere quello all'istruzione, o quello alla casa, o quello all'assistenza sanitaria non è affatto scontato: per una semplice febbre di un bambino bisogna passare una giornata al pronto soccorso perchè il medico di base non gli spetta, avere i documenti diventa un'impresa titanica a cominciare dal fatto che non hanno la residenza da nessuna parte...
- Capita spesso che qualcuno vi chieda di aiutarlo a trovare casa?
- Certamente, molto spesso. Il fondamento di un'integrazione duratura è sicuramente l'abitazione stabile, ma per quelle complicanze delle quali ti parlavo e poichè l'integrazione necessita di un impegno continuo da parte di tutti, istituzioni in primis, è molto difficile. Inoltre la convinzione radicata nella gente che i Rom siano una popolazione nomade è come sai un pregiudizio generalizzato giustificato solo, forse, dal fatto che un tempo molto lontano lo erano. E anche questo pregiudizio è un limite forte. 
- In realtà siamo noi che li rendiamo nomadi...
- Esattamente: vengono mandati via da un campo e loro ovviamente se ne creano un altro, ed il problema non fa che peggiorare. Senza parlare dell'ultima trovata di separare donne e bambini dai padri di famiglia: un'assurdità che avrebbe come conseguenza solo l'irrimediabile smembramento del nucleo familiare. Altra presunta soluzione al problema sono i campi autorizzati, che se possibile peggiorano ancora di più la situazione.
Nel 2009 Alemanno con il "Piano Nomadi" cercava di regolamentare la presenza dei nomadi a Roma, istituendo 14 campi attrezzati dei quali 4 molto grandi alla periferia della città. «Il modello che abbiamo utilizzato per affrontare il problema dei rom sarà esportato in Europa», aveva assicurato Maroni. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto...
- I famosi quattro campi nomadi di Alemanno oggi sono zone segregate ai limiti della città, a chilometri di distanza da qualsiasi servizio di qualsiasi genere, comprese le scuole in cui di bambini Rom, per legge, ce ne devono stare massimo 15 su 300... Dicevano che il modello dei campi sarebbe stato esportato, invece oggi siamo gli unici in Europa ad averli ed un motivo ci sarà. E' fuori da ogni logica: noi gestiamo un servizio pullman per accompagnare i bambini a scuola... ovviamente il pullman dovendo passare per più di un campo e per varie scuole per portare ogni bambino alla sua, fa un giro immenso. E ovviamente se la lezione comincia alle 8:20, l'ultimo bambino arriva si e no alle 9:30... Non è un buon inizio per chi già fa fatica ad integrarsi. E la situazione si ripete all'uscita. Senza contare che questo è solo uno dei mille disagi dei campi: non c'è più alcun tipo di controllo.
Oggi come oggi nei campi non c'è un medico, non ci sono poliziotti, i campi sono abbandonati a loro stessi e ovviamente si crea una struttura sociale piramidale all'interno della comunità. Il sistema diventa ancora più chiuso e l'integrazione è sempre più difficile. Le abitazioni poi sono piccolissime e non si prestano affatto alla crescita del nucleo familiare.
- Veniamo al mio progetto: ho pensato ad una struttura che si occupi del disagio abitativo in Italia e delle ricerche nel campo. A tuo avviso sarebbe fruttuosa una integrazione di questo tipo tra popolazione Rom e Gagè (vale a dire, in lingua Rom, chi non è Rom)? Detto in parole povere: io che non ho soldi per farmi una casa ho la possibilità di rivolgermi in questa struttura a personale qualificato, dopodichè per farmi casa mi faccio aiutare da altre persone tra cui Rom, ed io a mia volta dovrò aiutare queste persone a costruire la loro casa. Lo scambio diventa necessario, altrimenti non si va avanti...
- Si assolutamente, non solo necessario ma utilissimo! Poi fondamentalmente ogni persona è a se': ovviamente c'è il Rom che vorrebbe andare a vivere in condominio, c'è quello che è più legato ad una tradizione rurale e quindi sogna la classica casa bassa singola... Inoltre le esigenze sono le più disparate: le famiglie sono numerose, crescono in fretta, è una popolazione di bambini.

Dunque oggi un'integrazione è possibile, e la casa è "la prima pietra". Una pietra che unisca ma che sia diversa per ogni persona, una pietra che possa essere duttile e modellabile sulla pelle di chi la abita, che possa cambiare di uso e dimensioni. Una pietra sulla quale costruire un Futuro.

Qui, alcune delle attività del Sant'Egidio con gli immigrati

Qui, le attività dei centri di accoglienza