martedì 14 giugno 2011

venerdì 3 giugno 2011

Ogni visione esteriore comprende anche una visione interiore

La visione tratta il materiale grezzo fornitole dal'esperienza creando uno schema corrispondente di forme generali che si possono applicare non solo al caso individuale ma ad un numero infinito di altri casi in modo analogo. Sia ben chiaro, peraltro, che l'uso che qui si fa della parola "concetto" non dovrà in alcun modo suggerire che l'atto di percepire sia un'operazione intellettuale, I processi che sono stati descritti devono essere considerati come aventi luogo entro l'apparato visivo. L'uso, dunque, di questo termine dovrebbe indicare che c'è una sorprendente somiglianza tra le attività elementari dei sensi e quelle più elevate del pensiero o del ragionamento. [...] il più recente pensiero psicologico ci incoraggia a chiamare "visione" un'attività creativa della mente umana. La percezione compie ad un livello sensoriale ciò che, nel campo del ragionamento, si indica come "comprensione". Ogni visione esteriore comprende anche una visione interiore.

[...] la forma di un oggetto non è determinata soltanto dai suoi contorni, ma lo scheletro di forze visive create dai contorni può a sua volta influenzare il modo di vedere i contorni stessi.

[...] Lo stile caratteristico della pittura occidentale, creato dal Rinascimento, limitava la forma a ciò che può essere veduto da un punto d'osservazione fisso (determinato); gli egiziani, gli indiani d'America, e i cubisti ignorano questa restrizione; i fanciulli ritraggono un bambino nel ventre materno, certi aborigeni delle foreste includono organi interni e intestini nelle loro pitture d'un canguro, e uno scultore cieco può scavare cavità orbitali di una testa di argilla e poi collocarvi occhi rotondi. Da quanto ho detto segue anche che si può omettere i contorni di un oggetto eppure tracciarne una raffigurazione riconoscibile. Quando un individuo, a cui sia stato chiesto come appare una scala a chiocciola, descrive con il dito una spirale ascendente, egli non rappressenta il contorno ma l'asse principale carattersitico - in realtà non esistente - dell'oggetto. Possiamo dunque affermare che la vera forma di un oggetto è costituita dalle sue essenziali configurazioni spaziali.

Rudolf Arnheim, Arte e percezione visiva